Workshop di collodio umido

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Il collodio umido, una delle più antiche tecniche fotografiche che rivoluzionò la fotografia

Che cos’è il collodio umido?

Il collodio umido è una delle più antiche tecniche fotografiche. Si dice sia stato inventato intorno al 1851 da due chimici che operavano in modo indipendente fra loro: Frederick Scott Archer e Gustave Le Gray. Il primo è accreditato oggi come inventore ufficiale e il collodio umido è chiamato anche ambrotipo, dal nome che Scott Archer coniò per la sua invenzione.

Il collodio umido soppiantò nel giro di pochi anni le prime due tecniche fotografiche, il dagherrotipo e il calotipo. Questo grazie alla sua facilità d’uso, economicità e velocità di esposizione.

Infatti il dagherrotipo di Louis Daguerre era preferibile per la sua ricchezza di dettagli, ma lento e costoso da preparare. Servivano lastre di rame argentate e lo sviluppo richiedeva la presenza di chimica molto tossica.

Anche il calotipo aveva i suoi limiti (detto anche carta salata o talbotipo, dal suo inventore William Henri Fox Talbot). Consisteva di negativi e stampe su carta. Nonostante la sua economicità d’uso aveva la limitazione che le fibre della carta si mescolavano con i dettagli dell’immagine.

La lastra di vetro

Col collodio umido fu possibile emulsionare lastre di vetro, rendendo il negativo perfettamente trasparente, ricco di dettagli e ristampabile un numero infinito di volte, come il calotipo.

Si rivelò talmente geniale che praticamente da quel momento la fotografia e’ divenuta universalmente conosciuta e praticata. La maggior parte delle immagini scattate tra il 1850 e il 1870 sono state realizzate con la tecnica del collodio. Nella decade del 1880 il collodio “secco” aveva ormai soppiantato quello umido. La tecnica del collodio umido richiedeva la preparazione in loco e l’uso della lastra “a umido”, pena la perdita della sensibilità. Il collodio secco rese più facile la sua preparazione e il suo trasporto in loco senza la necessità di preparare l’emulsione sul momento, liberando il fotografo dalla necessità di portarsi dietro la camera oscura.

La tecnica del collodio secco aprirà la strada alla gelatina d’argento, che diventerà la tecnica fotografica dominante per tutto il secolo a venire.

Come si fa una foto col collodio umido?

Il metodo abbastanza semplice consiste nel emulsionare una lastra di vetro o di metallo (alluminio anodizzato) con una soluzione di collodio “salata”.

Il collodio è volgarmente chiamato anche fulmicotone o nitrocellulosa e viene addizionato con sali d’argento quali ioduro e bromuro di potassio, che danno velocità e scala tonale all’immagine.

La lastra viene successivamente immersa in una soluzione di nitrato d’argento. A questo punto la lastra è fotosensibile e pronta per essere esposta col banco ottico appositamente modificato e, dopo l’esposizione, la lastra è sviluppata in un bagno di solfato ferroso e fissata nel comune iposolfito.

Cosa farete in questo workshop?

Questo workshop, sopratutto pratico, vi permetterà di conoscere la tecnica del collodio e di realizzare una serie di fotografie al collodio che potrete portare a casa vostra.

Si, tornerete a casa con lastrine al collodio di fotografie scattate da voi. Vi metteremo a disposizione la nostra attrezzatura (banco ottico, camera oscura) e potrete operare in sicurezza per realizzare da soli le vostre immagini.

Dopo questo workshop sarete in grado di poter preparare le vostre soluzioni di collodio in autonomia e scattare immagini al collodio se vorrete continuare con questa tecnica.

Questo è il programma del workshop di collodio umido

Si parte con una introduzione sulle tecniche fotografiche arcaiche e approfondimento sulla tecnica del collodio umido.
Seguirà una visione di varie immagini realizzate al collodio sia nel 1800 che nei giorni nostri.

Dopo la prima parte introduttiva si passerà alla dimostrazione della preparazione delle varie soluzioni necessarie.

A questo punto prevediamo di montare un set fotografico per scattare immagini sia in interni che in esterni, senza dimenticare che ci troveremo in un posto magnifico che offre spunti di ripresa in natura.

Prepareremo le emulsioni delle lastre e scatteremo una serie di immagini al collodio umido. Qui ogni partecipante potrà realizzare la sua serie di immagini.

Seguirà lo sviluppo, fissaggio e “sandraccatura” delle immagini (fase di finissaggio necessaria).

Alla fine della giornata ogni partecipante tornerà a casa con una serie di immagini realizzate in collodio umido e una dispensa con le ricette per realizzare il collodio autonomamente.

Nella pagina Calendario Eventi potrete vedere quando saranno previsti i prossimi workshops di collodio umido e dove.