Antony Stringer

Antony Stringer è nato nel duro industriale nord dell’Inghilterra (Wakefield, Yorkshire) nel 1954.

Durante gli studi di grafica ha iniziato ad interessasi in fotografia e ha poi seguito un corso di fotografia creativa al London College of Printing laureandosi nel 1978.

Finito gli studi ha iniziato a viaggiare in Europa dove si è innamorato dell’Italia, dove vive tutt’ora. I viaggi aumentano e gira per l’Africa e Asia e America Centrale, creando diversi reportage fotografici.

Uno dei reportage che gli ha cambiato la vita è stato eseguito in Rwanda nel Maggio del 1985 dove ha seguito l’antropologo David Watts al centro di ricerca sui Gorilla di Montagna.

È stato un “wildlife scoop” perché la storia era incentrata su David Watts, allora assistente dell’antropologa Dian Fossey. Lei viene assassinata il giorno di Natale del 1985 (vedi il film “Gorilla nella Nebbia” con Sigourney Weaver). David Watts ha poi preso il suo post e Antony aveva già il reportage pronto!

Il reportage è stato acquistato dalle maggiori testate come Stern in Germania, Geo e Figaro Magazine in Francia, Panorama in Italia. Questo scoop ha aiutato Antony a entrare nell’Agence Vu, agenzia del giornale Liberation (Parigi) creato dal photo editor Christian Caujolle. Durante quel periodo Antony ha preso residenza nella “città lumiere” però continuando a girare il mondo.

Negli anni novanta decide di tornare in Italia collaborando con l’agenzia Londinese Network Photographers.

In questo periodo ha iniziato a fare serate dove racconta le sue foto al pubblico. A Torino (una grande mostra alla Galleria Artifex in Docks Dora), a Milano e a Bologna; due mostre sui gorilla sempre al British Council; tante serate slideshow nel Veneto (Venezia, al foto club “La Gondola”, Padova al “Pedrocchi” e Vicenza); una mostra ad Asiago visitata da 10,000 persone nell’estate del 1996.

All’inizio del nuovo secolo ha diversificato la sua produzione, iniziando a scattare foto di scena a Cinecittà. Ha lavorato per lo più per il prolifico regista bolognese Pupi Avati e anche per TV movies a Milano.

Antony Stringer ha avviato recentemente una guerra personale contro il digitale.

Il suo è un tentativo di salvare la vera fotografia usando le tecniche antiche di stampa fotografica, lavorando con una macchina fotografica di grande formato (comprese due auto-costruite) e usando la carta invece della pellicola come negativo.

Ha sperimentato con varie tecniche e anche facendo fotografia steonopeica con lattine del caffè. Principalmente lavora con cianotipia, con tecniche basate sull’indurimento della gelatina o gomma arabica, con il bicromato sotto luce ultravioletta con tecniche come bromolio e gomma bicromata, producendo immagine su carta con un effetto pittorico lontano dal mondo “pixelato” della foto fatta con il cellulare. Una cosa che ha voglia di condividere.

 

http://antonystringer.com

https://www.facebook.com/AntonyStringer/

agstringer@gmail.com


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